VITA: SOGNO O REALTA'?

I testi classici dello Yoga e dei Veda dicono che questo mondo è come un sogno. Per esempio, quello che hai sognato la notte scorsa, ora non ha alcun valore. Non c’è più.

E di nuovo, stanotte quando dormirai, sognerai e dimenticherai tutto. Quando stanotte sognerai, non ti ricorderai: ho una casa, ho una moglie.

Ti dimenticherai di tutto. Allora tutto questo è un sogno.

Ma è reale o no?

Come potrebbe essere reale, se te lo dimentichi. Stanotte, quello che vedi ora, sarà solo un sogno, proprio come quello che hai visto la notte scorsa, ora sai che è stato solo un sogno. Tu sei solamente un visitatore. Tu vedi questo e quell’altro sogno. Tu anima spirituale sei reale, ma il tuo corpo materiale e l’ambiente materiale che vedi sono un sogno.

Ma tu hai l’impressione che questa esperienza sia reale e che il tuo sogno non lo sia.

Qual'è la differenza?

Questa esperienza è tutta illusoria. Proprio come non ricordi il sogno che hai fatto ieri notte, per cui lo chiami sogno, allo stesso modo questa esperienza, poiché la dimentichi di notte, è anch’essa un sogno.

Questo è un sogno fatto di giorno e quello è un sogno fatto di notte. Quando di notte tu fai un sogno, lo percepisci come se fosse reale, pensi che sia vero.

Tu hai l’impressione che sia reale, invece è un sogno. Perciò è detta maya-sukhaya, felicità illusoria.

 

La felicità che provi di notte e quella che provi di giorno è la stessa, tu prendi questo sogno diurno come fosse realtà, solo perché la sua durata è maggiore. Questa è la differenza. Poiché è un sogno che dura dodici ore, lo accetti come se fosse vero, questa si chiama illusione. 

Ma il vantaggio di avere questo corpo umano, è che in questo sogno si può realizzare la realtà, il divino. Pertanto se non trai vantaggio da questo sogno, perderai tutto.

Ma sto sempre sognando?

La situazione è questa.

Perciò nei Veda è scritto: uttistha! Alzati! Alzati! jagrata Svegliati

Prapya varan nibodhata Ora che ne hai l’opportunità, usala!

A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

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L'INTELLIGENZA E' RELATIVA?

Sì tutto è relativo. Secondo i Veda il nostro corpo ha una certa intelligenza e vivrà per un certo numero di anni. Lo stesso vale per le formiche: la durata della loro esistenza sembrerà loro un centinaio d'anni, ma questo tempo è relativo al loro corpo. Ai nostri occhi le formiche vivono solo qualche giorno. Secondo questo stesso principio, esistono su altri pianeti forme di vita perfettamente adattate all'atmosfera di quei pianeti.

Perché gli scienziati concepiscono tutto in funzione delle condizioni che esistono sulla Terra?

Se l'intera manifestazione cosmica obbedisce alla legge della relatività, come possono gli scienziati affermare che la vita su altri pianeti è possibile solo se le condizioni sono identiche a quelle della Terra?

I Veda insegnano che la conoscenza deve essere sempre considerata in funzione del desa-kala-patra, cioè delle circostanze di tempo e di luogo.

 

Ogni fenomeno dovrà essere studiato tenendo conto di questi elementi. Per esempio, anche con un freddo glaciale, i pesci sono perfettamente a loro agio nell'acqua, mentre noi tremiamo per il freddo sulla spiaggia, e ciò perché il nostro desa-kala-patra è differente da quello dei pesci.

La relatività è basata sulla natura di ogni individuo?

Sì. Sarebbe sciocco concludere che anche i gabbiani hanno freddo sull'acqua; infatti anche il loro desa-kala-patra è differente dal nostro. Nella manifestazione cosmica materiale, esistono 8.400.000 specie di vita, ed ogni specie ha condizioni di vita differenti. 

 

Anche rimanendo sul nostro pianeta, sarebbe quasi impossibile per noi vivere in Alaska, invece coloro che ci nascono, ci vivono benissimo e non vorrebbero vivere in un altro clima.

Ecco perché si dice che ciò che è cibo per un essere è veleno per un altro. 

A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

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LA SCINTILLA VIVENTE

Gli scienziati potranno affermare che sulla luna e sul sole non c’è vita, ma nessuna prova sostiene la loro teoria. (…) Anche se la luna è coperta di polvere, dentro quella polvere possono adattarsi a vivere alcuni microrganismi. Ogni atmosfera è adatta alla vita, senza eccezione. Per questo motivo la scienza dello Yoga e i Veda definiscono gli esseri viventi sarva-gatah , cioè esistenti in qualsiasi circostanza

 

L’essere vivente non è materiale, anche se prigioniero in un corpo materiale. E quando parliamo di differenti atmosfere, ci riferiamo a differenti condizioni materiali di vita.(…) I Veda insegnano che la scintilla vivente  non ha niente in comune con la materia, e la Bhagavad-gita afferma che essa non può essere bruciata, tagliata, seccata o bagnata. 

La filosofia del Professor Ranocchio

(…) Gli scienziati giudicano tutto in relazione al loro limitato livello di comprensione e vedono tutto in funzione del loro campo di esperienza. Questo è ciò che noi chiamiamo la filosofia del Professor Ranocchio.

 

C’era una volta una rana che viveva in fondo ad un pozzo. Un giorno un amico la informò dell’esistenza dell’Oceano Atlantico. La nostra rana domandò allora al suo amico:

Che cos’è allora questo oceano Atlantico?

è un’immensa distesa d’acqua.” le rispose l’amico.

Quant’è grande? Due volte questo pozzo?

Oh no! Molto più grande!” replicò l’amico.

Ma quanto più grande? Dieci volte?”  In questo modo la rana cominciò a fare i suoi calcoli. Ma come avrebbe potuto comprendere la grandezza dell’oceano procedendo in questo modo? 

 

Similmente le nostre facoltà, la nostra esperienza e le nostre capacità di speculazione sono sempre limitate. Voi potete sempre parlare della vostra esperienza ed io della mia; (…) Tutta la creazione materiale è una combinazione di cinque elementi grossolani (la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria e l’etere) e di tre elementi sottili (la mente, l’intelligenza e il falso ego).(…) Ogni oggetto materiale contiene dunque questi stessi elementi di base.

 

La creazione dell’universo materiale può essere paragonata alla crescita di un grande albero baniano che nasce da un piccolo seme. Nessuno può immaginare che dentro quel piccolo seme ci sia un albero, eppure nel seme si trovano tutti gli elementi necessari alla formazione dell’albero, compresa l’intelligenza.

Siamo tutti universi paralleli

Il corpo di ogni essere è un universo in miniatura. Il vostro corpo ed il mio, sono universi distinti, sono microcosmi. Di conseguenza gli otto elementi materiali sono presenti in ognuno dei nostri corpi, così come sono presenti nell’universo intero. La stessa cosa vale per l’insetto: il suo corpo è un altro universo.

 

Tutti questi elementi sono presenti anche nell’atomo. Nei Veda è scritto Anor aniyan mahato mahiyan: in questo mondo ogni cosa grande o piccola, è costituita dagli stessi elementi (Katha Upanisad 1.2.20).

Questo principio è universale. Come un piccolo orologio per signora contiene tutti i meccanismi necessari per il suo funzionamento, così una formica possiede tutta la sostanza cerebrale di cui ha bisogno per vivere.

Come è possibile?

 

Per rispondere a questa domanda bisognerebbe studiare accuratamente tutti i tessuti cerebrali delle formiche, studio che non potete fare. Inoltre esistono innumerevoli insetti ancora più piccoli delle formiche.

Deve dunque esistere un procedimento organizzato e definito perché un’azione così precisa possa essere compiuta su questa scala infinitesimale, ma nessuno scienziato è mai riuscito a scoprirlo.

A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

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ANIMA, ANTIMATERIA ED ETERNITA'

Quando gli scienziati, per la prima volta, hanno ottenuto la scissione di un atomo, la magnitudine e l’intensità dell’energia atomica rilasciata ha stupito il mondo intero.

Se un minuscolo atomo sottoposto a certe condizioni, rilascia potenti energie, l’anima, che è la forza vitale e il vero sé di tutti gli esseri viventi, in certe condizioni, può manifestare pienamente le sue energie e le caratteristiche della propria natura originale, come sostengono la scienza dello Yoga e dei Veda. Ma nelle normali circostanze del mondo materiale, l’anima ci è invisibile ed ignota. (…)

Anima ed energia atomica

Quando gli scienziati, per la prima volta, hanno ottenuto la scissione di un atomo, la magnitudine e l’intensità dell’energia atomica rilasciata ha stupito il mondo intero.

Se un minuscolo atomo sottoposto a certe condizioni, rilascia potenti energie, l’anima, che è la forza vitale e il vero sé di tutti gli esseri viventi, in certe condizioni, può manifestare pienamente le sue energie e le caratteristiche della propria natura originale. Ma nelle normali circostanze del mondo materiale, l’anima ci è invisibile ed ignota.

 

(…) Nella Bhagavad-gita le anime spirituali sono descritte come particelle atomiche di antimateria “immutabili”, “indistruttibili”, “insolubili”, “esistenti ovunque” e “invisibili”. (…) La natura originaria dell’anima è caratterizzata da tre qualità: eternità, conoscenza e felicità. L’anima passa tra milioni di incarnazioni ma in realtà non muore né nasce mai, e questa è la sua caratteristica di eternità. (…)

 

L'anima e la sorgente

L’anima è in contatto diretto con la sorgente di tutta l’intelligenza e la conoscenza e quindi ha completa conoscenza e consapevolezza. La completa conoscenza è la seconda qualità essenziale dell’anima.(…) L’anima sperimenta in ogni momento un piacere spirituale, un’intensa beatitudine trascendentale che è nettamente superiore a tutte le forme di godimento materiali. 

 

Quindi nel suo stato originale l’anima è libera da tutti i problemi fisici e psicologici che l’accompagnano nel mondo materiale e manifesta completamente la sua terza qualità: la felicità.

Attraverso la conoscenza dell’anima contenuta nella Bhagavad-gita e nelle altre Scritture dei  Veda, (…) possiamo imparare come risvegliare gradualmente le qualità originali dell’anima, eternità conoscenza e felicità, e ristabilire così la nostra eterna relazione.

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UN DONO PER L'UNITA' DEL MONDO

(…) L’oriente e l’occidente non esistono.

Per esempio : il sole sorge a levante e tramonta a ponente, ma è sempre lo stesso sole. Non si può dire “il sole d’oriente” o “il sole d’occidente”. Questo pianeta Terra si muove e noi abbiamo l’impressione che sia il sole a muoversi da est a ovest. Ma il sole è fisso nella sua posizione.

Allo stesso modo (…) non c’è distinzione tra est ed ovest.

Una tale distinzione esiste solo se c’è mancanza di conoscenza. 

Perché c'è questa mancanza di conoscenza?

Perché abbiamo una concezione di vita basata sul corpo. Secondo i Veda,  chiunque creda di essere il corpo materiale non è considerato un essere umano. (…) Quando qualcuno ci chiede “chi sei?”  Generalmente rispondiamo “Io sono il signor Tal dei Tali, sono americano.” Oppure “sono indiano” o “Io sono africano” . queste sono tutte designazioni corporali perché ci identifichiamo con questo corpo. (…) 

 

Questo corpo è un sacco, un sacco di ossa, carne, sangue, urina e tante altre cose. Non è possibile fabbricare un essere vivente mettendo insieme ossa, carne, sangue, urina e feci. (…)

Potreste essere dei grandi scienziati, potreste andare sulla luna, ma se vi dessi degli ingredienti come ossa, carne, sangue e urina, sareste in grado di fabbricare un essere umano? (…) No.

Allora perché ci identifichiamo con questo corpo?

(…) Secondo il sistema di medicina ayurvedica, questo corpo è costituito principalmente da tre elementi: kapha, pitta, vayu, il muco, la bile e l’aria. (…) Appena l’anima lascia questo corpo, il corpo non è altro che ossa, carne, urina e feci e deve essere eliminato. Quando era in vita si comportava così bene ed era così intelligente. Ma appena l’anima se ne va, anche tutte queste qualità se ne vanno immediatamente.

Credete quindi che si tratti solo di una combinazione di carne e ossa? (…)

 

Quindi se esiste una differenza tra est ed ovest, la differenza è questa: nella parte orientale del mondo, in India in particolare, la gente sa che “Io non sono questo corpo” mentre nella parte occidentale non lo sa. (…) Provate ad andare in India in un villaggio e chiedere ad una persona qualsiasi: “Che cosa sei?”  Questa vi risponderà: “Sono un anima che soffre o gode a seconda del karma passato” in altre parole: “Vivevo in passato. A seconda della reazione delle mie azioni passate sto soffrendo o traggo beneficio in questa vita”.(…) 

 

I tempi sono maturi per smettere di pensare in termini di oriente ed occidente. Noi dovremmo desiderare la vera conoscenza. (…) 

Questo è il significato di unità. Se noi comprendiamo questo semplice principio che “Io non sono questo corpo” allora tutti saranno uniti. Fino a quando non verrà eliminata la mancanza di conoscenza , come potremmo essere uniti culturalmente o in qualsiasi altro modo? (…)

Tratto da:

conferenza tenuta a Calcutta nel 1973 da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

 

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