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L'AMORE COME RELAZIONE'


Veda: una scuola d'amore

La vita è una scuola per imparare ad amare. In questa scuola non siamo solo affamati d'amore: moriamo di fame! Una fame del genere è una minaccia per la vita: una persona che si trova in questo stato, pur volendo sopravvivere, se non riesce a procurarsi cibo ed acqua, finisce per ammalarsi e può persino morire.

 

Pensiamo semplicemente a quanto ci sarebbe difficile condurre una vita cosiddetta normale in assenza di cibo, acqua o un riparo appropriato. Se spingiamo questo ragionamento ancora oltre, ci rendiamo conto che il nostro vero nutrimento e rifugio è l'amore, poiché è per l'amore che è fatta l'anima.

 

Pensiamo alle dinamiche di una scuola: si tratta di un posto che vede insieme studenti ed insegnanti; tutti noi siamo studenti e a volta, come parte del nostro percorso d'apprendimento, ci troviamo ad insegnare. Esistono dei livelli per stabilire a quale livello si collochi ogni studente, e delle competenze sulla base delle quali si stabiliscono la bravura e il profitto dell'allievo.

 

In questa scuola d'amore a volte eccelliamo, facendo passi da gigante, e a volte ristagniamo, oppure addirittura retrocediamo e veniamo bocciati. Il corpo materiale ed il mondo materiale, sono paragonabili ad un riformatorio o a una prigione: a seconda di quanto ci concentriamo sul corpo, mutiamo la scuola d'amore in un carcere.

 

Queste riflessioni dovrebbero aiutarci a capire perché, a volte, nella nostra vita proviamo un entusiasmo sostanziale e spirituale, e perché altre volte proviamo invece un senso di vuoto. Perché, talvolta, l'intero universo sembra levarci in aria, le nostre relazioni deluderci, i nostri compiti superare le nostre possibilità, il nostro lavoro (o la mancanza di esso) frustrarci?

 

Per molte persone il solo atto di alzarsi al mattino implica un trauma e dolore, poiché hanno dimenticato di essere fatte per l'amore. In questa scuola sono molti a registrare degli insuccessi, perché in un certo senso, si aspettano che la lezione piova dall'alto, e attendono una opportunità senza rendersi conto che la lezione e l'opportunità di eccellere sono sempre a disposizione.

 

Coloro che aspettano di essere amati prima d'essere loro stessi ad amare, saranno perennemente in attesa. Qualunque tipo di relazione è un'opportunità di condividere amore. Nel relazionarci con persone autorevoli, quali genitori, insegnanti, possiamo dare amore e ricevere in cambio, consigli e saggezza.

 

Con i nostri pari, possiamo sempre condividere una comunicazione sana, di servizio reciproco e di amicizia. Con chi non possiede la nostra esperienza o chi è un "nuovo arrivato" nella scuola, si può sempre condividere l'amore in qualche suo aspetto, provando a guidarlo ed agevolarlo in modi svariati.

 

Nel momento in cui condividiamo l'amore con il prossimo, a tutti questi livelli, ci diventa più difficile dimenticare chi siamo, e abbiamo magari la possibilità di diplomarci in questa scuola. Se una persona è in grado di imparare dagli studenti più giovani, dai suoi pari, e da coloro che stanno a livelli superiori al suo, farà grandi progressi come studente; veramente diverrà un eccellente insegnante dato che la sua fervente attività in quell'ambiente avrà fatto sì che abbia tanto da condividere.

 

Di tanto in tanto in questa scuola, ossia in questo mondo materiale, si manifestano entità speciali (grandi profeti, insegnanti e acharya) che vengono a vedere chi è pronto ad essere promosso alla terra dell'amore supremo e attivo. Accade che costoro si comportino come i cacciatori di taglie, sulle tracce di chiunque sia pronto a ritornare alla terra incontaminata dell'amore.

 

Quando tali cacciatori fanno il loro ingresso nei diversi ambienti, perlopiù la gente, dimentica della propria reale identità, rifugge il loro aiuto, e scappa da coloro che in realtà sono venuti per aiutarla a riconquistare ciò che aveva temporaneamente perso. E corre piuttosto in cerca di tutte quelle situazioni che perpetrano l'illusione di non essere amati e di non avere amore da condividere.

 

Nella scuola d'amore non possiamo ingannare: non come nelle scuole "materiali", dove c'è anche chi può studiare tutto all'ultimo minuto o addirittura superare gli esami senza aver assimilato la materia. Quando un insegnante è autentico, gli studenti non possono farla franca: un insegnante degno di questo nome mette a nudo il livello di comprensione dello studente in modo che questi possa imparare la materia come si deve.

 

Ma bisogna che l'insegnante sia assorbito nello stato d'amore, perché possa riconoscere e stimolare l'amore negli altri. E' per questo che non possiamo ingannare, nella scuola dell'amore. Questa scuola d'amore è meravigliosa. Il mondo materiale ci mette costantemente di fronte ad un sacco di sfide, ma la scuola d'amore ci ricorda sempre il nostro scopo più alto, niente può oscurare la nostra possibilità di amare, ogni momento è un'opportunità di dare e ricevere più amore.

Bhakti Tirtha Swami

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POSSESSO O AMORE?

Questo pianeta ci mostra numerosi sintomi di serio squilibrio. Eppure, nonostante la sofferenza fisica che pervade oggi tutto il mondo, in ultima analisi le difficoltà di fronte le quali ci troviamo, non sono materiali ma spirituali.

 

Tutti questi problemi riflettono il nostro fallimento nel soddisfare le nostre aspirazioni più profonde ad amare e ad essere amati, e qualunque soluzione richiederà ben più di un sofisticato sforzo tecnologico. Possiamo avere fatto grandi progressi a livello scientifico, ma sul piano culturale abbiamo ancora una conoscenza esigua dell'amore, e un'ancor minore capacità di valutazione delle dimensioni spirituali della vita.

 

Il conflitto e la distruzione che ci circondano indicano un bisogno urgente di rimediare alla situazione. Occorre che impariamo ad amare noi stessi, ed anche ad amare il nostro pianeta, la nostra casa, e gli altri esseri viventi che abitano qui ora con noi. 

 

Il marcato orientamento materiale dell'industria culturale ci ha condotti ad un vicolo cieco; la società dei consumi ci ha spronati ad indulgere sui nostri desideri al massimo, e a non perdere nessuna occasione per soddisfarli. Anziché sviluppare la conoscenza e la padronanza di noi stessi, abbiamo imparato a guardare al di fuori di noi, in una ricerca senza fine di gratificazione, credendo, erroneamente, che tale ricerca potesse assicurarci la felicità.

 

Ciò nonostante, coloro che "hanno tutto" possono comunque essere profondamente infelici e condurre vite disperate e vuote. Il problema è che ci siamo votati a soddisfare i nostri desideri, piuttosto che esprimere il nostro amore. Sebbene noi tutti siamo intrinsecamente esseri che amano, abbiamo dimenticato la nostra vera natura.

 

Poiché il nostro scopo collettivo è diventato prima di tutto appagare i sensi fisici, abbiamo sviluppato una cultura egoistica che chiude un occhio riguardo alla competitività, allo sfruttamento e a "qualsiasi cosa serva allo scopo". Il nostro comportamento egocentrico si manifesta in innumerevoli forme, ed è guidato dal desiderio di possesso.

 

Possiamo, per esempio, avere rapporti sessuali senza amore, dominare gli altri per sentirci potenti, distruggere foreste pluviali per ottenere pascoli molto più redditizi, manipolare i mercati finanziari per un guadagno personale, mentire e ingannare per ottenere prestigio politico, assumere droghe per sentirci al massimo, o trascurare i nostri stessi figli perché siamo occupati a fare soldi.

 

In questi tempi che ci mettono alla prova, occorre fortificarsi grazie alla conoscenza spirituale e, cosa ancora più importante, metterla in pratica. E' necessario non dimenticare mai che il nostro maggiore alleato è l'amore, e il nostro nemico più pericoloso è il desiderio di possesso. Siamo in grado di servire autenticamente solo se siamo scevri da desideri egoistici, e disponibili a diventare puri veicoli dell'Amore.

Bhakti Tirtha Swami

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L'AMORE COME RELAZIONE

Dovremmo ricordarci che siamo chiamati ad amare il nostro prossimo. Lo Yoga, la scienza dei Veda e tutte le più grandi religioni del mondo sottolineano questo punto:

buddhismo: fa’ agli altri ciò che vorresti gli altri facessero a te;

cristianesimo: fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te;

islam: non è un vero credente chi non arriva a desiderare per suo fratello ciò che desidera per se stesso;

ebraismo: ciò che detesti, non farlo al tuo prossimo;

zoroastrismo: è buona solo la natura che rinuncia a fare all’altro ciò che non trova buono per sé;

brahmanesimo: non fare agli altri ciò che ti farebbe soffrire se venisse fatto a te;

taoismo: considera sempre la vittoria del tuo prossimo come tua, la sconfitta del tuo prossimo come tua.

Relazione madre - figlio

Per quanto la missione di amare il proprio prossimo come se stessi sia universale, poche persone sono in grado di compierla. In effetti, è raro trovare qualcuno che  anche solo ci prova.(…) L'analogia della madre e del figlio, l'amore che li unisce è molto profondo perché è puro: una madre fa molto di più che limitarsi ad amare suo figlio come se stessa.

 

Vede che il bambino è indifeso, e che sa, che se non fosse per lei, potrebbe morire di fame. In altre parole, la madre pensa “La vita di mio figlio dipende da me”Infonde nella relazione una straordinaria sollecitudine, rispetto ed attenzione.

Amore e possesso

Proprio come una madre fa di tutto per assicurare il benessere del bambino, anche noi possiamo amare altrettanto. Essendo chiamati alla cura degli altri, sta a noi favorire il benessere pacifico e armonioso di tutti.(…) Amore e desiderio di possesso sono due forze eterne, due correnti d’energia che ci turbinano costantemente attorno. 

 

Visualizzati al centro di un oceano: se nuoti verso sinistra, vieni trascinato da una corrente di desiderio e di possesso, se nuoti verso destra, entri in una corrente d’amore. Nota l’analogia con la tua esperienza quotidiana, nella quale, in ogni momento, puoi scegliere quale corrente seguire.

(Bhakti Tirtha Swami, Leadership e spiritualità)

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