VITA PUO' SORGERE DAL CASO?

Può la scienza dello Yoga e dei Veda rispondere a questa domanda?

Fin dai tempi di Newton, la scienza ha sostenuto che tutti i fenomeni possono essere descritti in termini di quantità misurabili che possono essere calcolate usando semplici leggi matematiche. Questa premessa che possiamo chiamare principio del riduzionismo, implica che la realtà è essenzialmente semplice e che gli esseri umani, unicamente mediante il potere delle loro menti e dei loro sensi, possono in definitiva essere in grado di comprendere pienamente la natura e l’origine di tutti i fenomeni dell’universo.(…) L’accettazione incondizionata di questo principio presenta alcune conseguenze decisamente inquietanti. 

L'universo è un meccanismo impersonale?

Questa teoria riduce l’universo a un meccanismo che opera secondo leggi matematiche impersonali, e riduce l’essere umano individuale a un complesso sotto-meccanismo la cui volontà e i cui “sentimenti” corrispondono a niente più che a modelli d’interazione chimica fra molecole.

 

Come risultato, valori e norme etiche non possono più essere compresi come principi fondamentali, traenti origine da un Creatore trascendentale che definisce lo scopo e il significato ultimi della vita umana, come insegna la scienza dello Yoga e dei Veda.(…)

 

Il fisico Wolfgang Pauli ha predetto “Noi possiamo arrivare in un futuro non troppo lontano ad un punto in cui le parabole e le immagini delle antiche religioni avranno perso la loro forza persuasiva anche per la persona comune; quando ciò avverrà, temo che tutte le vecchie etiche crolleranno come un castello di carte e che orrori inimmaginabili verranno perpetrati”.(…)

La vita può essere iniziata da un "brodo ancestrale"?

Per dare un’idea di cosa comporti esattamente la supposizione che la vita possa essere emersa da una combinazione fortuita di sostanze chimiche in un brodo ancestrale, cerchiamo di immaginare che questa zuppa coprisse l’intera superficie della Terra, per una profondità di un paio di chilometri.

 

Dividiamo questo volume in cubetti della misura di un angstrom di lato (un angstrom è una unità spettro-grafica delle dimensioni di un unico atomo d’idrogeno). Poniamo anche che il brodo sia estremamente concentrato, in modo tale che le reazioni abbiano luogo all’interno di ciascun cubetto contenuto in esso.

 

Ora, sperando di ottenere il più semplice organismo possibile in grado di riprodursi, lasciamo che le reazioni abbiano luogo un miliardo di volte al secondo in ciascun cubo. Presumiamo inoltre che le reazioni siano proseguite per quattro miliardi e mezzo di anni: L’età presunta della Terra.

 

Gli scienziati Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe (Evolution from Space) hanno calcolato che le probabilità di ottenere anche il più semplice sistema in grado di riprodursi mediante una combinazione casuale di molecole, si situi nel migliore dei casi intorno a 1 su 10 elevato alla 40.000 di tentativi.(…)

La conclusione è semplice. E’ insensato parlare dell’origine della vita in termini di caso. Dire che è avvenuto per caso è esattamente come dire che è avvenuto, e questo lo sappiamo già.

La vita è un evento unico e straordinario!

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QUANDO LA SCIENZA PORTA ALLA SPIRITUALITA'

Potrebbe essere che noi veniamo tragicamente spinti ad usare il corpo umano in attività per cui non è adatto?

La seguente citazione di Alan Durning del World Watch Institute rappresenta quella che molti scienziati considerano essere l’unica speranza per salvare l’ambiente:

“In una biosfera fragile il destino definitivo dell’umanità può dipendere dal fatto di poter coltivare un più profondo senso di autocontrollo, fondato su un’etica ampiamente diffusa per limitare gli sprechi e trovare arricchimenti non materiali.

La dimensione spirituale della vita

Tutte le forme di arricchimento non materiale  (la preghiera, la meditazione, lo yoga, il canto dei santi nomi) portano chiaramente ad una dimensione spirituale della vita.

E questa dimensione spirituale della vita è spiegata nel modo più completo possibile nelle scritture vediche. 

Cosa dicono i Veda?

Secondo la conclusione vedica la spiritualità non è soltanto una parte della nostra vita, ma l’essenza stessa di essa. Stephen Covey noto autore della serie “Seven Habits” giustamente fa notare: “Noi non siamo esseri umani che fanno un percorso spirituale. Siamo esseri spirituali che fanno un percorso umano.”

 

La scienza sta chiaramente mostrando che la vita umana usata solo per il piacere materiale è disarmonica e disastrosa dal punto di vista ecologico, fisico e spirituale. La scienza indica anche con forza che quando noi ricerchiamo la felicità spirituale portiamo beneficio anche al nostro pianeta e al nostro corpo. Le scritture vediche ci offrono un programma equilibrato di regole materiali e di crescita spirituale per ottenere il più elevato potenziale della vita umana.

DA: "Quando la scienza porta alla spiritualità"  di Caitanya Carana Dasa

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